Lo scorso 23 ottobre il mondo del cioccolato italiano viene scosso da una piccola onda sismica data dalla fortunata (e a volte controversa) trasmissione di Rai3 Report, specializzata in inchieste spesso aggressive su diverse questioni di attualità. Chi volesse vedere (o rivedere) la trasmissione completa troverà in fondo a questo articolo il link al sito della trasmissione.

Dato che da "Tesori Fondenti" ci sforziamo di proporre solo cioccolato artigianale di altissimo livello, selezionato dai migliori produttori italiani (e non solo), vorremmo far chiarezza su alcuni punti e sottolineare i passaggi principali della trasmissione. In sintesi molte delle cose che hanno raccontato ricalcano i nostri racconti durante le degustazioni ed anche nelle piacevoli chicchierate all'interno del negozio. Tre i punti fondamentali dell'inchiesta: i produttori artigianali che comprano semilavorati dalle grandi aziende (invece che lavorarli direttamente), i premi ed i riconoscimenti ai migliori cioccolati, lo sfruttamento delle popolazioni e del territorio per produrre il cioccolato. Vediamoli singolarmente.

1) Il cioccolato "bean-to-bar": ovvero "dalla fava alla tavoletta", è la tecnica seguita oggi dai migliori cioccolatai del mondo...ovvero comprare le fave e trasformarle in cioccolato. Il problema sollevato da Report è che molti produttori non seguono questa prassi ma acquistano la massa di cacao dalle grandi multinazionali come Barrie Callebaut o Nestlé. Questo non è un male in sé e per sé, ma è una lavorazione che non è del tutto artigianale e che dovrebbe avere dei costi più bassi di quelli completamente artigianali. Le aziende che trovate da noi in negozio sono TUTTE AZIENDE che lavorano il cioccolato partendo dalle fave di cacao, rigorosamente! All'interno del servizio televisivo si vede (come principale accusatore) Silvio Bessone, cioccolataio (vero) di Cuneo che ci fornisce dei fantastici cuneesi al rum. Uno degli altri cioccolatai che trovate anche da noi è il maestro del giandujotto Guido Gobino, che all'interno del suo laboratorio di Torino lavora le fave di caco, oltre che le splendide nocciole delle Langhe, per ottenere risultati clamorosamente buoni. Infine si parla anche del "nostro" Modicano, ovvero "Donna Elvira Dolceria", uno dei pochissimi produttori di Modica che parte dalle fave di cacao per realizzare l'inconfondibile cioccolato lavorato "a freddo".

fave

2) I premi del cioccolato: l'inchiesta si è poi spostata sul tema forse meno importante, ovvero i premi e riconoscimenti internazionali dei cioccolati...in questo caso si vuole sottolineare il conflitto di interessi tra chi assegna i premi e le aziende premiate, che spesso pagano i "giurati" per le loro consulenze. Può un consulente di una azienda essere giudice imparziale? Ovviamente no! Qui uno dei cioccolati messi "sotto i riflettori" è l'ecuadoregna Pacari (che trovate anche da noi). Forse i loro premi sono troppi o anche "pilotati", ma la qualità del loro cioccolato è assolutamente indiscutibile, provate le tavolette al caffè o al frutto della passione e poi giudicherete di persona.

premio cioccolato

3) Il cioccolato equo esiste? L'ultima questione posta è, secondo me, la più importante: il cioccolato è "insanguinato" dal lavoro minorile, dallo sfruttamento della gente, dalla deforestazione? La risposta del servizio è stata eloquente: andando in Costa d'Avorio hanno documentato le aberrazioni di un modus operandi che è avallato dal governo locale e dalle maggiori aziende dell'importazioni del cacao. Inoltre hanno dimostrato come le certificazioni (come ad esempio il Fairtrade) di cioccolato "equo" sono una bufala, in quanto anche in cioccolati certificati non ci sono le condizioni per verificare che le regole vengano rispettate. Per avere grandi quantità di cacao a prezzi bassi (come richiedono le grandi aziende per poter vendere i propri prodotti nei supermercati) la strada è quella dell'illegalità! Nessun cioccolato prodotto dalle aziende che trovate da noi proviene dai grandi coltivatori di Costa d'Avorio, Ghana, Indonesia, Brasile, Nigeria, Camerun, Malesia che insieme producono il 90% del cioccolato mondiale...tutto quello delle grandi aziende, che, riconducendoci al primo punto, forniscono il cioccolato a molti cioccolatai "artigianali" italiani! Per trovare un cioccolato equo si deve avere il controllo della "filiera" come fa da anni Amedei, come fa Vestri, come fa Bessone che va ascegliere le fave di persona...solo così il cioccolato sarà equo e solidale...senza bisogno di tanti "bollini" a certificarlo.

cabosse

In sostanza, il buon cioccolato artigianale lo potete trovare nel nostro piccolo negozietto dove selezioniamo con cura maniacale i nostri fornitori! Per qualunque domanda o chiacchierata sull'argomento venite pure a trovarci....potremo discuterne "dal vivo"!

Per chi vuole vedere il servizio...eccolo qua: http://www.report.rai.it/dl/Report/puntata/ContentItem-8af62339-0e42-4f20-b117-6ffc6d0e0e8e.html